27/09/2011

"Faux" - Mostra fotografica di Adele Samarelli al Castello Svevo di Bari

AUTORITRATTO.jpgDal tema del falso nell’arte, rivisitato nelle sue mille sfumature, nasce "Faux", un progetto artistico rappresentato in una mostra fotografica dell'artista Adele Samarelli, curata da Fausta Maria Bolettieri in collaborazione con l’Associazione Culturale "La Corte, fotografia e ricerca".

La mostra sarà esposta nella cornice prestigiosa del Castello Svevo, oggi sede di mostre temporanee: Modigliani, Chagall, Pollock, Giaquinto sono alcuni dei celebri nomi che nel corso degli anni hanno visto le proprie opere ospiti di questo luogo d’arte e storia….. E sono proprio le opere di questi artisti che vengono rivisitate in chiave “fotografica moderna” dalla giovane artista coratina.

“L’estetica classica – dice Adele Samarelli - insegna che ogni forma d’arte si fonda sul principio della Mimesi, ossia l’imitazione della realtà. Cosa accade quando ci si addentra in un processo di mimesi della mimesi stessa? E se ancora, come Platone insisteva nell’affermare,  le cose già di per sé sono copie imperfette e contraffate dell’Idea, e le immagini artistiche non sono altro che una “copia della copia”, cosa potrebbe risultare da una “copia della copia della copia”? Se l’arte è diseducativa e distruttrice, la contraffazione dell’arte quale aggettivo dispregiativo si sarebbe aggiudicata dai giudizi del grande maestro dell’estetica prima?” Fauxsi fonda quindi su un   piano di ironizzazione, su un meccanismo iperbolico di rielaborazione, di ognuna di quelle teorie che, prima della rivoluzione del ready- made ad opera di Duchamp, hanno fatto della fotografia solo un clone senz'anima della realtà, "impoverendo il genio artistico".

In mostra sarà possibile vedere i “falsi” di: J. POLLOCK  con “ Giovane donna con trecce”, GIAQUINTO  con “ Circe”, CANTATORE  con “ Giovane donna in bianco”, M. CHAGALL  con “Gli innamorati in blu”, NATAN ISACVIC AL’TMAN con “ Ritratto di poetessa Anna Achmatova”, LEON BAKST  con “La cena”,  B. RAMENGHI ‘BAGNACAVALLO IL VECCHIO’  con “ Madonna con bambino”, A. MODIGLIANI con “ Ritratto di donna in nero. Ritratto di Elvira Ventre” e JEANE HEBUTERNE  con “Autoritratto”

Vernissage mercoledì 28 settembre 2011 alle ore 19.00- Castello Svevo, Bari.

FONTE: http://www.leonardobasile.it/mostre1/Faux.htm

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21/04/2011

SPRINTING IN BARI

Mostra d’Arte Contemporanea dal 28 maggio al 7 giugno 2011 - EVENTO COLLATERALE AL GRAN PREMIO DELLA CITTA’ DI BARI

Osprinting in bari LOCANDINAcc.jpgld Cars club e Federico II Eventi presentano: “Sprinting in Bari” , collettiva di Artisti contemporanei provenienti da stili, sperienze ed espressioni diverse ,  a confronto su un tema che già fu affrontato dal movimento Futurista: “la velocità”.  Curata da Massimo Nardi in collaborazione con Pino Aversa e Michele Loiacono ( Art Director “ Art gallery under the road”)


Nella mostra “Sprinting in Bari” collegata, non a caso, all’evento Gran premio di Bari, gli artisti: Michele Agostinelli , Pino Aversa, Leonardo Basile, Cesare Cassone, Cinzia Coratelli, Cuber, Flavia D’Alessandro, Amedeo Del Giudice, Ivan Del Giudice, Michele Loiacono, Ferruccio Magaraggia, Massimo Nardi, Valeria Pinto, Francesco Silvestri, Tosca, Tina Rucci e Luisa Valenzano esprimono il concetto di velocità, di movimento in un confronto dove la pittura va incontro al dinamismo, alle sensazioni e le percezioni di velocità. Dinamismo e velocità racchiusi in una sintesi di tratti e colori.

Inaugurazione giovedì 28 maggio ore 20,00 Federico II Eventi “Art Gallery under the road” via Latilla 13 Bari

Interverranno: Domenico Fumarola, Maurizio Brunialti, Michele Perla, Dario Catalano, Michele Loiacono, Annalisa Boni

Uff.cio stampa Annalisa Boni

 

La mappa di Google per arrivare ad “ Art gallery under the road”  e il video della Grande policromia modulare di Leonardo Basile su :

http://www.leonardobasile.it/MOSTREDARTE/SPRINTINGinBARI....

 

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09/02/2011

WOMEN IN ART SHOW 2011

WOMEN IN ART è un progetto, ideato ed organizzato da Noemi Silvera (instancabile artista uruguayana) in omaggio alle donne del mondo dell'Arte e che avrà il suo culmine nell'esposizione dal 3 al 17 marzo 2011 presso il Palacio Sorocabana Plaza Cagancha a Montevideo.

Gli artisti che vi partecipano (allo stato attuale) sono Leonardo Basile (me medesimo), Sandy Bellantoni, Marco Besana, Victoria Bianchetti, Maria Cristina Bigarelli, Anna Bonanno, Dianna Bonilla Marquez, Alessio Brugnoli, Carla Colombo, Rose Canazzaro, Nunzia Cosenza (poesia), Angelo Cottone, Gabriella de Filippis, Peppe dela Volpe, Mina Delia, Giacomo Falcinelli, Christian Fogarolli, Stefania Lai, Odilia Liuzzi (fotografia), Maya Lopez Muro, Francesco Mestria, Pietro Montante, Irene Patricia Muñoz Weber (Chile), Daniel Perkowski, Marcello Pilia, Simona Pocorobba, Kurt Rostek, Maura Saviano, Noemi Silvera, Maria Grazia Todaro, Alessandra Trischitta e (il sempre per ultimo -per una mera questione di zeta- ma non ultimo) Zoro.

womeninartFINALE.jpgL'idea con cui partecipo è nata simultaneamente alla lettura dell'invito a partecipare.... sono quelle cose a cui non riusciamo a dare una spiegazione (pur esistendo): ho letto l'invito (un paio di mesi fa, circa) e ho pensato a.... Simona. Come fosse un'equazione: "Women in Art" uguale "SIMONA POCOROBBA". Pochi giorni fa, poi, l'elaborazione, semplice ma efficace: due foto della Pocorobba (una sua spensierata immagine in cui la si vede sorridere -ridere, a dire il vero (circostanza questa, preziosissima per la rarità)- ed un suo dipinto -sul fondo- iniziato e non concluso. Il tutto accompagnato dal titolo dell'evento della Silvera, che prende un interrogativo e lo trasforma gioco forza in una domanda: "WOMEN IN ART ?" .... e la mia risposta : SIMONA POCOROBBA.

 

 

 

Titolo: SIMONA POCOROBBA
Tecnica: Stampa digitale su canvas
Misure: cm 30 X 30
Anno: 2011 dc

In questo videoclip alcuni dei tantissimi lavori realizzati dell'artista genovese Simona Pocorobba. Ad "aprire" e "chiudere" il video la mia elaborazione (stampa digitale su canvas) partecipante all'evento di Noemi Silvera Women in Art.

ARTiSTS WITH CONFIRMATED ARTWORKS pictures PARTICIPATION ARE 08/02/2011 :
KAREN ALEKYAN, Armenia - MARCELA ARIAS, Mexico - LEONARDO BASILE, Italy - ERALDO BIGARELLI, Italy - MARIA CRISTINA BIGARELLI, Italy - ANNA BONANNO, Italy - CECILIA BOSSI, Italy - CARLA COLOMBO, Italy - NUNZIA COSENZA, Italy (POETRY) - MINA DELIA - GIUSEPPE DELLA VOLPE, Italy - PAULA FRANCA, Brazil - CHRISTIAN FOGAROLLI, Italy - ANA MARIA GARCIA, Portugal - SILVIA GRASSI, Italy - ROSINA GUARDIA, Uruguay - MACIEJ HOFFMAN, Polland - CRISTINA LENA, Uruguay - LILIAN LESNIAK - ODILIA LIUZZI, Italy - KATIA MUÑOZ, Peru-España - MAYA LOPEZ MURO, Argentina - KATHLEEN MCHUGH, USA - MARCELA MUCCIARELLI, Argentina - SUSY NORFINI, Italy - JONGO PARK, Korea - MARCELLO PILLIA, Italy - DANIELA PISOLATO, Italo-Argentina - GUADALUPE RODRIGUEZ, Venezuela - MAURA SAVIANO, Italy - NOEMI SILVERA, Uruguay - ALESSANDRA TRISCHITTA, Italy - PAOLO VITALE, Italy - MAYER VIVAS, Uruguay
curated by: Noemi Silvera

Fonte: http://www.leonardobasile.it/WOMENINART.htm

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13/04/2010

ARTE AL COLONNATO Tra Architettura e contemporaneità

Dal 30 aprile al 10 maggio 2010 Presso la Sala del Colonnato del Palazzo della Provincia di Bari.

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Espongono:  Angelo ACCARDI,  Giuseppe AVERSA, Leonardo BASILE, Francesca BIANCONI, Cesare CASSONE, Umberto COLAPINTO, Amedeo  DEL GIUDICE, Ferruccio MAGARAGGIA, Massimo NARDI, Michele ROCCOTELLI, Emanuele RUBINI, Francesco SILVESTRI.

 


"Il progetto di questa mostra nasce dall’idea di voler ricordare l’importanza di Bari come centro propulsore di una intensa attività di scambi interculturali della città con le altre località del bacino del Mediterraneo. Sin dall’antichità la città  è stata considerata la porta d’Oriente, centro nevralgico del potere bizantino in occidente, capoluogo prima del Thema di Langobardia in IX secolo e poi del Catapanato d’Italia; il Palazzo del Catapano aveva sede nell’area della basilica nicolaiana e la stessa Basilica del Santo di Myra attesta l’importanza marittima della città che trafugò le ossa del Santo in terra di Licia in Asia Minore, attuale Turchia. Il mare con le sue potenzialità di comunicazione ha reso “mobili”le radici di questa città pugliese, solidali le culture del Mediterraneo, condivisibile l’ambiente. Per questo si è pensato ad una tematica sull’acqua che facesse riflettere non solo sulle sue grandi potenzialità di comunicazione, ma anche sulla bellezza dei suoi colori e delle sue trasparenze e sul suo valore come fonte primaria di vita negli equilibri del nostro ecosistema. 
Il Palazzo della Provincia sul Lungomare Nazario Sauro rappresenta oggi, il simbolo della città. Costruito nel 1932, per l’esigenza di avere una sede di governo più ampia, è un modello di edilizia fascista, espressione della forza del regime e della potenza espansionistica della città. E' sede della Pinacoteca Provinciale Corrado Giaquinto."
Antonella Colaninno, curatrice della rassegn

"La terra appartiene soltanto ai mari e agli oceani. In definitiva all’acqua, fluttuanti sorgenti, e mobili radici. Chi ha la pretesa di regolare i circuiti delle partenze e degli arrivi? Chi può vantarsi di occupare un pezzo di terra, da sempre? Non bisognerebbe invece rinnovare la condivisione e la solidarietà tra gli uomini, le donne, gli animali, l’ambiente, non fosse che l’attimo di un transito? Transito aleatorio che necessità un’overdose di spiritualità, di positività.”

"E la Puglia? E’semplice, naturale, accogliente, conviviale, avvincente, generosa, affettuosa Allora farà parte dei miei percorsi, giacchè ritornare qui, è come ritrovare una vecchia amica con la quale ho vissuto un amore inedito. Ed è anche ripartire verso nuovi orizzonti, per tanti incontri, per tante comunioni." Hèdi Bouraoui, “Puglia à bras ouverts”
 
 

 

ARTE AL COLONNATO - Evento ideato da Massimo Nardi
Dal 30 aprile al 10 maggio 2010
Sala del Colonnato, Palazzo della Provincia di Bari

Cura ed elaborazione testi di Antonella Colaninno

Collaborazioni:

Clara Gelao Direttrice Pinacoteca Provinciale di Bari
Gaetano Mongelli, docente di Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Bari
Centro d’Arte e Cultura "Leonardo da Vinci" di Bari
Associazione Culturale NOVART di Acquaviva delle Fonti
Il Sito dell’Arte
Galleria Frida Arte

All'inaugurazione della mostra presenzierà il Presidente della Provincia di Bari dott. Francesco Schittulli

UFFICIO STAMPA PROVINCIA BARI
Cristiana D'Alesio
080 5412338

 

Hedi Bouraoui è un poeta,saggista e romanziere di origini tunisine. Laureato presso l’Università francese, ha conseguito la specializzazione in America. Ha insegnato alla York Univerity dove ha ricoperto anche il ruolo di Preside di Stong College. E’ stato insignito della Laurea honoris causa in Canada e ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo. Il suo nome si lega al concetto di transculturalismo da lui creato verso la fine degli anni Settanta per favorire il dialogo tra i popoli e le culture nel rispetto delle etnie e delle rispettive tradizioni. Puglia à bras ouverts (Puglia a braccia aperte), edito da WIP Edizioni, è stato tradotto in italiano e in inglese dal prof. Nicola D’Ambrosio, docente di Letterature Francofone alla Facoltà di Lingue dell’Università di Bari. E’corrispondente per l’Italia del CMC e di Radio CIUT di Toronto. Traduttore ufficiale di H. Bouraoui, è direttore della Collana “Al di là del Mediterraneo”(WIP Edizioni).

02/03/2010

ANDARE,VEDERE,SENTIRE E RICORDARE: ULIANO LUCAS IN PUGLIA

Viaggio in Puglia attraverso novanta fotografie in bianco e nero, dal 1980 ai giorni nostri.
Mostra fotografica presso la Sala Murat di Bari dal 16 marzo al tre aprile 2010.

uliano lucas e ilvaC.jpg"Andare, vedere, sentire e ricordare", è con questi quattro verbi che ULIANO LUCAS ci accompagnerà dal 16 marzo,  a Bari presso la Sala Murat, nel suo percorso di testimonianza trentennale fra le immagini che raccontano la Puglia vista coi suoi occhi, quelli di un grande maestro della fotografia di reportage in bianco e nero.

A promuovere la rassegna MARUZZA CAPALDI, animatrice culturale del gruppo 'Recherche', con il Patrocinio dell'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e in collaborazione con il 'Museo della fotografia' e il Dipartimento di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari.

Sono circa novanta le fotografie in mostra -di cui una trentina assolutamente inedite- anche se sul catalogo ne appaiono centosessanta, insieme ai testi dell'Architetto ARTURO CUCCIOLLA (docente del Politecnico di Bari), della Dott.ssa LUCIA MIODINI (docente di Storia dell’Architettura Contemporanea all'Università di Parma) e del Dott. NICOLA SIGNORILE (giornalista della 'Gazzetta del Mezzogiorno').
Dal 1980 Uliano Lucas è stato invìato speciale dell'Espresso, in Puglia, per diversi reportage. Ha raccontato ed interpretato le diverse angolazioni della nostra Regione. Uno dei primi, quello sull'Ilva di Taranto (realizzato nel 1982) è rimasto memorabile: per la prima volta -ma si deve "tristemente" dire anche "l'ultima"- fu raccontata, fotograficamente, la vita di ogni giorno in quella fabbrica.

Lucas, in una intervista, confida che il suo intento è stato quello di documentare la vita della gente, d'intraprendere con essa un rapporto particolare, unico. Fatto di scatti ma soprattutto di cordiale conversazione. Come fra amici.
E alla domanda se esiste una di queste esperienze che possa caratterizzarsi come 'la più intensa', il maestro risponde di no: Sono state tutte intense e tutte hanno lasciato in lui dei ricordi 'forti', pregnanti.
Ma non riesce a fare a meno di ricordare la sua esperienza (condivisa con Maruzza Capaldi, precisa) nei centri di salute mentale. Quando scoprì una realtà straordinaria, fatta di volti e storie di una possibile normalità che si contrapponeva a quella consueta, negativa e steretipata, del disagio mentale.

Le ultime fotografie di Lucas fatte in Puglia sono di pochi giorni fa: documentano il quartiere San Paolo e la metro che lo collega alla città, e che nonostante ciò continua a pagare il prezzo del modello di urbanizzazione delle periferie come sinonimo di  deportazione . Fotografie che forse non vedremo al Murat e forse sì. Visitiamo la mostra: lo scopriremo.

 

20:25 Scritto da: leonardobasile in Arte e cultura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: uliano lucas, mostre, bari | OKNOtizie |  Facebook

12/02/2010

Da MOMA a MomArt...la differenza c'è e si vede

Il bene simbolo della lotta alla mafia, l’ex discoteca di Adelfia sequestrata e confiscata alla criminalità organizzata, ora ribattezzata “Momart”, è stata inaugurata ufficialmente Venerdi’ 12 Febbraio.


momart.jpg E' stato inaugurato questa sera -venerdì 12 febbraio- alle 17.00,  il MomART di Adelfia, l’ex discoteca (un tempo “Moma”) sequestrata alla mafia a ottobre del 2007 e affidata -con un protocollo di intesa firmato dalla Regione Puglia- al "Teatro Kismet OperA" e "Associazione Libera".

A presentare il progetto e l’intero iter c'erano Don Luigi Ciotti (Presidente di Libera), Nichi Vendola (Presidente della Regione Puglia), Guglielmo Minervini (Assessore alle Politiche Giovanili e Cittadinanza Attiva), Francesco Nicassio (Sindaco di Adelfia), la dottoressa Antonia Bellomo della Prefettura di Bari e il Procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati.

MOMArt, MOtore Meridano delle Arti, è un progetto culturale e civile sostenuto dalla Regione Puglia nell’ambito di "Bollenti spiriti", un programma per le politiche giovanili cofinanziato dall’APQ Politiche Giovanili, sottoscritto insieme al Ministero dell’Economia e della Gioventù.

Il progetto prese avvìo a seguito del sequestro dell’ex discoteca "MOMA" di Adelfia da parte della direzione investigativa antimafia di Bari e dell’affidamento provvisorio della struttura all’associazione "Libera" di don Ciotti e al Teatro Kismet OperA di Bari.

Dal giorno della stipula del Protocollo d’Intesa fra le varie Istituzioni che hanno dato il via a questo speciale progetto di "riuso sociale" di un bene sequestrato alla criminalità, è stato svolto un intenso lavoro preparatorio che ha riunito giovani artisti, creativi, operatori socio culturali pugliesi e associazioni del territorio.


L'inaugurazione ha dato la possibilità di presentare le attività avviate all’interno delle diverse reti artistiche e del loro futuro proseguo.

 

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09/02/2010

MAFIA PULITA

Un saggio che svela e riesce a spiegare come le organizzazioni malavitose stanno inquinando l’economia legale del nostro Paese.

Mafiapulita.gif Giovedì 18 febbraio 2010 alle ore 18.00 presso la Sala San Felice a Giovinazzo (BA), nell’ambito delle iniziative inserite nel percorso di sensibilizzazione ed educazione alla legalità - dal titolo "I sogni diventano legalità" predisposto dall'Assessorato alla Pubblica Istruzione e Legalità del Comune di Giovinazzo unitamente alle scuole collegate nella rete "Promuovere il territorio"- verrà presentato il libro “Mafia pulita (Longanesi)”, scritto a quattro mani dal magistrato Antonio Laudati e dall'On. Elio Veltri.

Insieme al Sindaco di Giovinazzo, ANTONIO NATALICCHIO e all'Assessore alla Legalità COSMO DAMIANO STUFANO, interverranno: ANTONIO LAUDATI, Procuratore della Repubblica e Coautore del Libro, CARLO SCHIRALDI, Prefetto di Bari, PAOLA LAFORGIA, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia, ANDREA CAMPINOTI, Presidente di "Avviso Pubblico", ISIDORO MORTELLARO, Docente di Storia delle Istituzioni Politiche dell'Università di Bari.  Modererà PIERPAOLO ROMANI, Coordinatore Nazionale di Avviso Pubblico.


"MAFIA PULITA"  di Elio Veltri e Antonio Laudati. Pubblicato da LONGANESI, Le spade

Il libro:

La Mafia S.p.A. è la prima azienda italiana per fatturato. Oggi non ha più bisogno di uccidere: ha imparato a comprare. Il suo patrimonio riuscirebbe da solo a colmare il debito pubblico italiano. È una multinazionale -del crimine- da mille miliardi di dollari, un grande gruppo finanziario con dirigenti e quadri, un universo in cui si coniugano arcaicità e modernità, localismo e globalizzazione. Cinque i personaggi simbolo della Mafia pulita raccontati in questo libro da Elio Veltri. Storie vere tratte dai materiali inediti dei processi che li riguardano: affiliati della ’ndrangheta, organici di Cosa Nostra e camorristi insospettabili. Una mafia invisibile (ma non completamente) che frequenta i salotti dell’alta finanza e parla più lingue, con donne che dal carcere gestiscono il mercato del falso, avvocati che hanno fatto delle discariche un affare miliardario, broker che trattano con i narcotrafficanti e fattorini che viaggiano in Ferrari organizzando traffici illegali alla luce del sole. A ogni storia nel testo fa da contrappunto la riflessione di Antonio Laudati, tra i massimi esperti di organizzazioni criminali in ambito transnazionale. La mafia si è irradiata come un golpe strisciante nel Nord Italia, si è infiltrata nelle banche, in ampi settori della vita pubblica, e utilizza a suo vantaggio il flusso di denaro sporco proveniente da attività illegali, reinvestendolo poi in economia legale. Penetra così dentro imprese sane, impone i propri metodi e cambia per sempre le regole del gioco.


Gli Autori:

Elio Veltri, medico chirurgo, è stato sindaco di Pavia, consigliere della Regione Lombardia, deputato dell’Ulivo, membro delle commissioni Affari Costituzionali, Anticorruzione, Giustizia e Antimafia.

Antonio Laudati, magistrato (Consigliere di Cassazione), è Direttore generale della giustizia penale presso il ministero della Giustizia.

 

24/01/2010

"Resistere a mafiopoli"

Giovanni Impastato domani sera e martedì a Bari


peppinoimpastato.jpgTerzo incontro di "About a revolution" domani sera alle 21 alla "Taverna del Maltese" in via Nicolai a Bari. In programma "Come un fiore che nasce. Peppino Impastato e i giovani contro le mafie", un dibattito con Giovanni Impastato -fratello di Peppino- autore del libro "Resistere a mafiopoli". Saranno recitate da Anna Garofolo le poesie di Impastato con il sottofondo musicale di Lami. Condurrà il tutto Titti De Simone.
Martedì mattina, invece, Giovanni Impastato incontrerà gli studenti del liceo classico "O. Flacco".

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07/01/2010

Malasanità e tv

TG delle 20.30 del sei gennaio 2010 . Quattro nuovi casi di cattiva sanità (o "malasanità" qualsivoglia) che attraversano il Paese, da nord a sud: A Foggia due neonati sono morti nel reparto di Terapia intensiva (lo stesso per entrambi); a Bari un'ottantenne muore con trauma cranico "scivolando" fuori dall'autoambulanza mentre lo stavano trasportando da un reparto all'altro del Policlinico; a Trento una donna di 50 anni muore di tumore....per un francobollo.
Vabbè, ci siamo talmente "abituati" a questo tipo di notizie (e questo è ancor più grave) che il TG finisce, lasciandoci nel silenzio dell'incredulità abortita mentre ci prepariamo alla visione (su RAI TRE) dei due nuovi episodi della fiction "Medicina generale" - non la guardo mai (mi sembra lo "scimmiottamento italico" dell'americana "ER-medici in prima linea") ma ieri incominciai a cenare a quell'ora e così mi "trovai" per caso in quelle storie banali e, nello stesso tempo, di kafkiano sapore ricordando il TG)."M'ama non m'ama" e "Nel regno del caso", i titolo dei due episodi: Gabriella dopo aver baciato Matteo, sembra un'altra persona(?) e così tra i due nasce una romantica storia; Elia e Letizia, invece, hanno qualche piccolo problema; Anna intanto perdona a Giacomo il suo tradimento. E poi baci in corsia, sms e telefonate in sala operatoria alle proprie amanti.....Ma in questo cazzo di ospedale esiste un medico che nelle ore di lavoro fa "solo" il suo lavoro non lasciandosi anestetizzare la ragione e il buon senso mentre fa diagnosi e assegna terapie?? Ma forse sono io che ho una visione "distorta".
A un certo punto succede qualcosa che soddisfa il nostro "desiderio di rivalsa" nei confronti di chi sta dall'altra parte : Bergamini (il primario) mentre sta raggiungendo la clinica, ha un lieve infarto. L'autista comunica immediatamente la cosa in ospedale e un infermiere subito -ma con molta calma- avvisa il medico di turno che, ricevuta la notizia non scende neppure i piedi dalla sua scrivania. Ammazza oh!! E' il primario e questo non si muove per niente, figuriamoci se fossi stato io (in senso lato). Vabbè, riconsidero la cosa: La reazione del medico è giusta, "La malaSanità è uguale per tutti". Ma  vengo smentito dalle scene successive : "La Sanità non è uguale per tutti".... e infatti al primario vien offerto tanta di quell'attenzione. Poi si capisce che i suoi "disturbi" sono dovuti ad un viaggio fuori Italia, senza moglie e con amante... quel porco!!
Ma una cosa mi ha insegnato (prima che lasciassi la visione ai più "incantati" della famiglia e mi ritirassi fra le pagine di un buon libro). Ci fu una citazione, da parte di uno dei medici "ad ogni costo", che rivolse ad una paziente :"Il medico ed il paziente sono come marito e moglie. Se le cose non finiscono bene la colpa non è solo del medico che non ha saputo diagnosticare ma anche del paziente, che gli ha nascosto qualcosa". ILLUMINANTE !!!!...... Ma quei due neonati , quell'anziano e quella signora morta di tumore...Cosa hanno tenuto nascosto ai medici ??!!
Non ridiamoci su : E' tutto, molto ma molto triste. - leonardo basile

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26/11/2009

"IL COLORE NELL'ARTE"

Collettiva d'arte contemporanea alla CUBER-ART GALLERY di Gioia del Colle in provincia di Bari
Esporranno: BASILE, CASSONE, CUBER, DEL GIUDICE, FIORENTINO, NARDI, RENDINA.

"IL COLORE NELL'ARTE", è questo il titolo della rassegna di pittura che martedì, 2 dicembre pv, sarà inaugurata presso lo spazio espositivo locandina.jpgdel Centro Culturale "Cuber-Art" in via Giuseppe Di Vittorio 36 a Gioia del Colle. La presentazione della mostra avverrà alle ore 18 e sarà tenuta dal critico d'arte Antonella Colaninno; presenzierà il dott. Pietro Longo, Sindaco della Città.

"Con questa rassegna - è il critico Antonella Colaninno a parlare- s'intende evidenziare l'importanza del valore cromatico e della scomposizione del colore come espressione di una comunicazione sensoriale. Il colore diventa lo strumento per una originale figurazione che fa del movimento il nuovo valore estetico. Il colore usato a piccoli tocchi genera l'illusione di un'immagine dinamica mentre l'intimismo di toni soffusi rinvia a nostalgiche evocazioni (Rendina); leggere velature di tonalità calde creano una sequenza di campiture irregolari, esprimendo emozioni sussurrate (Fiorentino); corpi pregni di un dinamismo cromatico dove la luce trasforma il dato formale e crea un ritmo veloce di libere fusioni tonali (Silvestri); morbidi volumi che la luce scompone come facce di un cristallo (Cuber); geometrie poetiche di tessere mosaicali di azzurri sfumati (Basile); universi astrali e atmosfere sognanti densi di messaggi simbolici (Nardi); paesaggi luminosi di astrazioni formali sospesi in equilibrio tra luce e oscurità (Cassone); simbologie di un segno grafico che si sovrappone a zone d'ombra e a contorni luminosi (Del Giudice)."


Vernissage: Martedì 2 dicembre 2009 - ore 18.00
Cuber-Art Gallery Centro Culturale, Via Giuseppe Di Vittorio 36 Gioia del Colle (BA)
Finissage : 15 dicembre

18/11/2009

"RESISTERE A MAFIOPOLI"

Questa sera (alle ore 18) presso la libreria Laterza di Bari, Giovanni Impastato presenterà il suo libro "Resistere a Mafiopoli" , un resoconto sull'eredità del fratello Peppino scritto con il giornalista Franco Vassia. Insieme a lui, a parlarne questa sera, ci saranno Roberto Leone di "Repubblica" e Alessandro Cobianchi di "Libera".

resistere a mafiopoli.jpgUn percorso decisamente lungo e difficile quello di Giovanni e della sua sfortunata famiglia, che ha portato negli anni alla nascita del centro di documentazione "Peppino Impastato" e ad una maggiore consapevolezza della gente nell'opporsi alla mafia.

"La mafia era sempre stata di famiglia per noi, interna alla nostra casa, così abituale da non farsi notare; ma, con l'omicidio dello zio, d'improvviso diventava una forma spaventosa, sconosciuta e falsamente benevola. Di quel nucleo familiare, così forte e unito, di quella famiglia felice e ostentatamente patriarcale come era la mia, oggi non esiste più niente: è stata spazzata via dalla crudeltà della mafia che non ha avuto il minimo scrupolo a sconvolgere i nostri affetti e i nostri sentimenti. La nostra famiglia si sfaldava e, a peggiorare le cose, avrebbe contribuito anche un atteggiamento che, fino ad allora, ci era sconosciuto. Cominciarono problemi nei rapporti familiari, soprattutto per la reazione di Peppino che da allora cominciò a chiedersi in che famiglia e in che mondo vivesse. Sono stati tempi molto difficili. Almeno agli inizi, sembrava impossibile poterci liberare da quell'oppressione mafiosa, toglierci dalla testa quel velo di falsità che ricopriva anche la nostra casa. Ci siamo riusciti pagando un prezzo altissimo ma con un risultato straordinario che oggi possiamo rivendicare con pieno merito: quello di essere tornati a vivere come persone libere che sono riuscite a far capire che in Sicilia è possibile resistere contro lo strapotere della mafia. Un'eredità dal valore inestimabile, una ricchezza che ci è stata lasciata da Peppino e che mia madre e io abbiamo saputo raccogliere per essere i testimoni del nostro tempo." -liberamente tratto dal volume , n.d.r-

Peppino Impastato è morto a trent'anni, e lo ha fatto per un'idea : quella della legalità e della reazione al crimine che nella Sicilia di fine anni settanta imperava indisturbata. Per questo lo definiamo un "eroe", un eroe della resistenza alla mafia.

Questo libro, attraverso le parole di Giovanni, serve a mantenere vivo il ricordo del suo sacrificio. 

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13/11/2009

Manlio Triggiani e le "FAVOLE PUGLIESI"

Sessanta parole e sessanta illustrazioni per sessanta favole pugliesi

favolepugliesi2.jpgFAVOLE PUGLIESI” è il nuovo libro di Manlio Triggiani, edito dalla Progedit, che propone frammenti di saggezza popolare -per lo più dimenticati o, al limite, sedimentati nel cromosoma culturale di più generazioni grazie agli insegnamenti che hanno riempito il tempo e lo spazio- nei quali divengono indistinti l’immaginare del bambino e il narrare dell’adulto. Il recupero di storie dimenticate, spesso nella versione in italiano dall'originario dialetto, non è, tuttavia, il solo fine del libro, né il principale. “Favole pugliesi” propone, piuttosto, una originale esperienza di ascolto e di lettura che mette al centro il legame tra la malia del racconto, l’efficacia didascalica della singola parola, la suggestione dell’illustrazione. L’alleanza tra queste tre dimensioni comunicative propone in nuova veste l’antichissimo piacere della scoperta, nella fiaba e nella favola, di tracce delle nostre tradizioni, di credenze, di ritualità antiche, di una saggezza che non c'è più. Un piacere che non ha tempo e non ha età, che prescinde da appartenenze sociali e ideologiche. Un piacere che diventa immenso quando il racconto si fa occasione di contatto tra generazioni. Sessanta favole, quindi, per sessanta “parole” e per le sessanta suggestive illustrazioni di Clara De Cristo, Silvano Pica e Renata Salvemini. La Prefazione del volume è a cura di Raffaele Nigro.

 

L'autore  :

Manlio Triggiani è nato a Bari nel 1955. Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista della “Gazzetta del Mezzogiorno”. Ha curato libri e collaborato alla redazione di volumi collettanei. Collabora con varie riviste. Alterna l'interesse per la cronaca (nei settori della cultura, dell'ecologia e delle tematiche della formazione, in particolare dell'Università) agli studi tradizionali e delle tradizioni popolari. Per i tipi della Progedit si ricorda il suo “Storia del Natale. Culti, miti e tradizioni di una festa millenaria”.


Gli illustratori :

Clara De Cristo è nata a Bari,dove vive e lavora. Dopo gli studi artistici ha partecipato a concorsi di pittura in diverse località italiane. Ha realizzato mostre di pittura collettive e personali, ha collaborato con teatri disegnando complementi scenografici, ha contribuito alla didattica di scuole elementari e medie mediante corsi di pittura e cartapesta.

Renata Salvemini è nata a Brindisi nel 1972, ha frequentato l' “Accademia dell'illustrazione e della comunicazione visiva” a Roma, dove vive e lavora. Collabora come illustratrice free-lance con studi grafici e agenzie di pubblicità.

Silvano Pica è nato a Taranto il 10 giugno 1986. Attualmente frequenta, presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce,il biennio specialistico in decorazione. Contemporaneamente, lavora come illustratore free-lance.


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Il libro :

Collana: Briciole
2009, pp. 192, con 60 ill. a colori, € 18.00
ISBN: 978-88-6194-069-7

Progedit editore
Via De Cesare 15 - 70122 Bari
Tel. 0805230627 Fax 0805237648
e-mail
info@progedit.com website www.progedit.com

11/11/2009

ANNA SCIACOVELLI MI DICE CHE .....

"La grande comunicativa del "linguaggio" rispecchia in tutto il suo essere il pittore barese Leonardo Basile che, spesso, segue la propria innata creatività  correndo a briglie sciolte  contemporanei "sentieri", lasciando emergere un nuovo modo di dipingere nel quale, ritengo, possa  rispecchiarsi il suo animo di fanciullo sempre contento di tracciare linee concentricheall'infinito,  manifestando, senza costrizioni o  imposizioni di altri,  il proprio  pensiero più recondito.

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 Molto interessante, senza dubbio, il modo in cui il Basile riporta sulle tele una realtà in altro tempo osservata, rimasticata e successivamente estrinsecata secondo una sua ottica moderna.

La sua è una ricerca che, partendo dalla cosiddetta pittura tradizionale, si appalesa e diventa variazione continua di contenuti, di processi e di forme.

Peraltro, giocando con i colori,  l'artista ci fa leggere, a chiare lettere, lo stesso suo percorso pittorico che segue l'analisi  profonda del dinamismo cosmico proiettato in uno spazio architettonico colmo di trasparenze e di movimenti spettrali ma reali.

La sua tavolozza investe il fruitore, con la ritmica distribuzione di forme e colori, una vera ed accattivante sovrapposizione razionale-irrazionale di rettangoli, piccoli o grandi- quasi luminoso caos ancestrale- sì che, leggendo ogni nuova  tela, debba farci conoscere la sua stessa e sicura ispirazione alle origini del mondo.

Un  mondo, questo, non piatto ed uniforme, ma vibrante come un'anima in piena effervescenza cromatica.

L'artista  sembra giocare con la tavolozza adoperando alcune volte toni accentuati, palpabili, addirittura sensuali talaltre  smorzati, quasi impalpabili.

Altresì egli fascia superfici, irradiazioni conturbanti, radiosorgenti cosmiche, nebulose e gruppi stellari di colori caldi che fuoriescono a volo radente dalle tele facendo riflettere il fruitore sulle interazioni della vita con lo stesso  micro- macrocosmo.

Convinta, per il mio stesso mestiere, che per ogni'atto creativo e per ogni giudizio su di esso occorre accertare e stabilire se sia stato compiuto o meno un certo processo tecnico e mentale dirò subito che, in Basile, si avverte la sempre vigile preoccupazione di intendere, giudicare, trascegliere, modificare ed ampliare le stesse primigenie forme della sua pittura.

Dimostrando di come l'arte non possa perdere i suoi caratteri fondamentali, nonostante le imposizioni dell'ambiente esterno, in quanto il senso dell'infinito artistico è innato in ogni coscienza, in Leonardo Basile la fantasia continua sempre a manifestarsi  anche quando le pressioni esterne cercano di soffocare ogni movimento d'arte.

Il superamento dell'atmosfera fisica avviene a gradi ed in lui  c'è sempre un ritorno alla scomposizione-composizione, quasi un ritorno ad elementi simbolici attraverso un geometrismo  coerente ma discontinuo, per certi aspetti quasi modulare, nel quale  le varie parti  che formano un  quadro si armonizzano con raffinato gusto e con coesistenti espressioni di colori diversi.

In quasi tutte le opere gioca molto il trasporto cromatico, l'intensità dei raggi corpuscolari fatti per abbagliare , incantare,  meravigliare, conquistare il fruitore  che viene  trasportato,  quasi d'incanto, nel bel mezzo dell'universo dove palpitano all'unisono forze gravitazionali del creato .

Nella pittura di  questo valido artista e dinamico operatore culturale pugliese al di là di ogni tecnica, c'è il talento che emerge, e  lo si ravvisa nella sua accurata e quanto mai arguta analisi della stessa  condizione umana.

Non un fatto letterario, per intenderci, il suo, ma sintesi di costume che non trova spazio negli intrighi e nella natura stessa in cui si dibatte l'uomo-artista  nella piena convinzione che oltre il reale c'è l'irreale e, con esso, lo stesso profondo mistero dell'uomo  stesso nell'universo."

                                                                           Anna Sciacovelli

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01/11/2009

ANGELO LIPPO e NICOLA ANDREACE

La poesia di Angelo Lippo e la pittura di Nicola Andreace a Monteiasi, domenica 8 novembre, nell’Ex Casa Comunale


Nell’ambito del progetto “Ottobre piovono libri. I luoghi della lettura" , promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal "Centro per il Libro e la Lettura", domenica 8 novembre 2009 - alle ore 18,30- nell’ex Casa Comunale di Monteiasi, il Prof. Giovanni Iacovelli presenterà  l’ultima raccolta di poesie di Angelo Lippo, “ELOGIO DELL’EBBREZZA”  e le opere pittoriche del ciclo “IL MITO E IL SENSO EROICO” di Nicola Andreace.
La serata sarà coordinata dal Professor Aldo Galeano, responsabile della Biblioteca popolare “Gruppo Anonimo ‘74” di Monteiasi - Associazione Culturale che ha organizzato l'evento in collaborazione con la Galleria e Centro Studi "Segmenti d'arte" di Massafra.

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La raccolta di poesie di Angelo Lippo,“Elogio dell’ebbrezza”, unisce le poesie scritte dall’autore sul Vino, un tema che ha interessato nell’arco dei secoli tanti illustri poeti, e che continua a suscitare tutt’oggi particolare interesse. Il volume, che si avvale della pregevole prefazione del prof. Luigi Scorrano, continua ad ottenere riscontri critici significativi. Tantissimi gli articoli pubblicati, da quello di Felice Blasi sul  “Corriere del Mezzogiorno” , di Antonio Errico  su “Il nuovo Quotidiano di Puglia”, di Gaetano D’Elia  su “Quotidiano di Bari”, di Liana De Luca su “Pomezia-Notizie”, di Maria Marcone su “Puglia”, di Gerardo Trisolino su “L’immaginazione”, sul sito literary.it a firma di Luciano Nanni, Tommaso Mario Giaracuni, Alberto Altamura, Grazia Stella Elia, Gerardo Pedicini, Laura Pierdicchi, su “Poetry wave-dream” di Antonio Spagnuolo, e tantissimi ancora inediti a firma di Giovanni Chiellino, Enrico Bagnato, Giorgio Poli. Del libro in una lettera così ne scrive Sandro Gros-Pietro, sulla rivista “Vernice” di Torino: “Mi è piaciuto moltissimo, l’ho trovato di una intelligenza strepitosa”, mentre Luigi Bianco afferma che “Le tue parole mi portano proprio dolcezza: ‘merce’ rara in questi tempi di disarmonie”, e ancora Francesco De Napoli, direttore della rivista “Paideia” di Frosinone: “E’ una poesia sapienziale che invita a godere le piccole gioie d’ogni giorno, quel ‘carpe diem’ che rappresenta la vera salvazione dalla accidia e dai turbamenti che opprimono l’esistenza”.

 

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Con il ciclo delle opere pittoriche "IL MITO E IL SENSO EROICO", l'artista Nicola Andreace, raffigurando personaggi carismatici di epoche diverse -quali Kennedy, Maria Teresa di Calcutta, Gandhi, Papa Giovanni Paolo II, Lorenzo il Magnifico, Omero,  Virgilio e diversi episodi dell’Eneide- interpreta e rappresenta la vicenda umana nel tempo, evocando il sentimento dell'eternità dinamica di una storia e di una cultura che, pur se nate nel passato, sono realtà del presente, emozione della moderna ragione, fascino duraturo di un mito che ha accompagnato la nascita della nostra civiltà con la creatività dell'arte e la forza di valori, che non hanno mai fine, quali la pietà, l’ospitalità, l’amore per la patria, per la famiglia, per la sacralità, il rispetto delle tradizioni, l’orgoglio dell’appartenenza, la lealtà, l’amicizia. Per questo le  composizioni in mostra di Andreace, intimamente connesse con il campo semantico della poesia e della parola. risultano essere un omaggio alla letteratura, a quella insensata e meravigliosa pozione magica di dolore ed emozione che è la storia della vita dell’uomo, incentrata sui complessi passi di conquiste, di affermazioni  della propria dignità, ma anche di fragilità e debolezze. Andreace predilige  raffigurare episodi dell’opera virgiliana, il cui protagonista è Enea, l’eroe che fugge da Troia non per viltà, ma perché gli è imposto una missione superiore: fondare una nuova Città, salvare una famiglia, i resti di un popolo esule, i sacri Penati di Troia. La metafora del viaggio epico attraverso il tempo e la cultura del personaggio, è, per Andreace, un pretesto per organizzare frammenti di vissuto, che ci permettono di riscoprire le nostre pagine di studio, di evocare gli accadimenti contemporanei e lo stato di fatto del mondo di oggi, con le sue guerre, esplosioni e fallimenti, con i tragici esodi, le ospitali accoglienze e gli ostili rifiuti e diffidenze, le astuzie, gli amori e gli abbandoni, le ambizioni, la brama di potere, le lotte politiche. Pur in epoche diverse, quindi, la storia umana, che Andreace racconta con rigore compositivo ed armonica simbiosi di segno dinamicamente sicuro e cromatismo vigoroso o delicato, non cambia!

 

 

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25/10/2009

EN-DIX va a BITRITTO

EN-DIX ENCHANTE , Percorsi di riflessione - Mostra d'arte contemporanea dal 28 ottobre al 4 novembre 2009 presso il Castello di Bitritto

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Esporranno : Leonardo Basile, Cesare Cassone, Umberto Colapinto, Amedeo Del Giudice, Salvatore Fiume, Roberto Masia, Massimo Nardi, Francesco Silvestri, Emanuele Rubini e Jovan Vulic.

L'evento è curato da Antonella Colaninno, Presidente dell'Associazione Culturale "Novart"
in collaborazione con il Centro Studi Europeo "Spinelli",Il Sito dell'Arte (Portale d'Arte e Cultura), il Centro d'Arte e Cultura "Leonardo da Vinci" e la rivista storica di Arte e Cultura "Pensiero & Arte".

La mostra verrà inaugurata mercoledì 28 ottobre alle ore 19.00 dal Sindaco della Città  Vito Lucarelli

Presenterà il critico d'arte Lello Spinelli

 

"Continua il viaggio di ENDIX attraverso i luoghi storici della Puglia. L’arte contemporanea incontra il Medioevo negli spazi del prestigioso Castello baronale di Bitritto, edificio di età normanna costruito tra XII e XIII secolo che conserva ancora oggi le due antiche torri circolare e quadrata.

Enchante, “Percorsi di riflessione”. E’questa la tematica del secondo appuntamento del viaggio itinerante di Endix tra i monumenti di Puglia.

Incanto; l’arte come meraviglia non può che suscitare emozione, incantare con la forza comunicativa del suo valore estetico. Percorsi di riflessione che attraversano i sentieri della memoria e scrutano nella profondità dello spirito alla ricerca della pace e dell’armonia. La riflessione illumina gli spazi della mente allarga gli orizzonti annullando qualsiasi barriera tra ragione e sentimento. Spazi di luce, equilibri di astrazioni geometriche, interni di caffè che invitano a momenti di pausa e di riflessive solitudini, memorie evocative e la ricerca di punti di riferimento nel continuo  mutare delle cose sono solo alcune tra le tematiche presenti nei percorsi di riflessione  di ENDIX." Antonella Colaninno

 

Dal catalogo della mostra

"Enchante, un suono delicato per una parola che racchiude nel suo significato anche l’incanto del  valore estetico di ogni forma d’arte che affascina con l’intimità dei suoi linguaggi densi di simbologie velate. In“Percorsi di riflessione”riprende il cammino di “En-dix” attraverso i luoghi storici della nostra regione, ponendo a confronto, sulla linea del tempo, alcune espressioni dell’arte contemporanea con le architetture del passato. Nelle“Riflessioni”di Leonardo Basile la ricerca introspettiva apre nuovi orizzonti. Superfici luminose e trasparenze celesti inducono il fruitore alla meditazione aprendo le porte ad una dimensione profonda. Una sottile linea all’orizzonte si dilata alle estremità della tela dividendo ad emiciclo due zone luminose che si rispecchiano vicendevolmente, dove le ombre sono impercettibili aloni di oscurità. Ragione e sentimento si riflettono nella foschia degli azzurri nebulosi e nel dinamismo di sottili pennellate gialle che seguono una traiettoria vorticosa che converge verso il centro della “riflessione”. In Umberto Colapinto la sequenza di piccole case dai toni caldi e pastosi crea morbidi volumi che la luce scompone come  facce di un cristallo. Presenze delicate di un mondo quasi chagalliano che riflette un’apparente adesione ad un vissuto senza ombre nel quale il silenzio regna sovrano e lascia immaginare un paesaggio senza tempo. Il bianco predomina quasi luce pura nelle tele di Cesare Cassone dando in chi osserva la percezione di spazi infiniti. Astrazioni geometriche si sfiorano sospese in equilibrio in uno spazio senza tempo, nell’impenetrabile oscurità di uno sfondo in cui tutto si perde lasciando vita solo al “nulla”. Presenze enigmatiche si muovono nella ricerca figurale di  Francesco Silvestri come ombre colorate tra vaste campiture luminose di verde e di azzurro. Un flashback cromatico che coglie l’attimo di una azione collettiva che sublima il tempo di un istante. Corpi pregni di un dinamismo cromatico dove la luce scompone il dato formale creando un ritmo veloce di libere fusioni tonali. Amedeo Del Giudice rappresenta il mistero stesso della vita nell’universo femminile. La donna è per l’artista il completamento di una dimensione complessa a cui la natura affida il dono della vita. Anche la simbologia dell’opera “nido”lascia affiorare  l’idea della fecondità e della protezione. L’uovo fecondato che si schiude alla vita all’interno di una cavità  ricorda il pube della donna. In Massimo Nardi il blu è il colore dell’armonia, della pace, dello spirito, mentre la filosofia orientale lo associa all’idea di immortalità. Schefling, nella sua “Filosofia dell’Arte”, asserisce che “ il silenzio è la condizione propria della bellezza come la calma di un mare tranquillo”. La luminosità e la magia di questa atmosfera sognante, la simbologia della sfera evocano messaggi nascosti. Nel continuo mutare delle cose, la perenne ricerca di punti di riferimento prevede l’esistenza di un “Codice della strada”, una segnaletica guida che è metafora del nostro libero arbitrio. Il colore rosso rappresenta nell’opera, il “filo di Arianna”che indica la strada nel labirinto della vita. Colore questo, che rappresenta il simbolo della nostra volontà e che indica il percorso metafisico delle sfere e l’incedere sensuale della donna che spesso percorrono strade diverse. Per questo, la filosofia del “mutamento” è l’unica condizione certa dell’uomo nella  ricerca continua di punti di riferimento. L’opera di Emanuele Rubini, ispirata anch’essa alla figura femminile, rappresenta la fragilità umana, una piccola fiamma flebile che nella durezza del marmo vuole esprimere la forza e la tenacia dell’uomo nella volontà di  superare le debolezze delle proprie insicurezze. Gli interni dei caffè di Jovan Vulic  invitano a momenti di pausa e di riflessive solitudini. L’apparente staticità della donna in attesa in primo piano denota una caparbia ricerca esistenziale nella dimensione del tempo soggettivo in questo artista che ha radici profonde nella tradizione di certa pittura romana. Il mondo fantastico di Salvatore Fiume  evoca terre lontane tra arabeschi fluttuanti di broccati dorati. Le forme si dileguano nel vorticoso cromatismo mentre le atmosfere rinviano ai profumi d’oriente tra aromi aspri e speziati ed essenze delicate e accattivanti come le magiche atmosfere dei suoi paesaggi. In Roberto Masia infine, la riflessione evoca la memoria di un passato lontano. “Nel ricordo di una Villa del ‘700” rinvia ad atmosfere post impressioniste rievocate anche a livello formale nella tecnica del fusionismo che unisce i colori sovrapponendo delicati tratti a punta di pennello a colpi di spatola decisi e corposi, nella ricerca continua di una "fusione" tra luce e materia." Testo a cura di Antonella Colaninno

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24/10/2009

Rad'ART e ANTON ROCA

Mostra d'arte contemporanea e asta per il finanziamento di Rad'Art

In questo momento a Gambettola (Forlì-Cesena) presso FABBRICA, sta prendendo avvìo un'iniziativaculurale con l'obiettivo di raccogliere fondi per il finanziamento di Rad'Art, progetto ideato dall'artista catalano Anton Roca. L'operazione culturale che è curata e sostenuta da Simonetta Lux - docente alla Sapienza di Roma e direttore del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della stessa università- prevede l'esposizione di un'ampia retrospettiva delle opere prodotte da Roca negli ultimi venticinque anni e un'asta delle stesse opere che si terrà sabato 31 ottobre. Il ricavato della vendita verrà interamente devoluto al completamento della ristrutturazione della sede di Rad'Art. Anton Roca.jpgRad'Art e' una delle poche residenze per artisti esistenti in Italia con un programma finalizzato alla promozione senza fini di lucro della ricerca artistica contemporanea. Il programma prevede annualmente la selezione, tramite bando, di due artisti a cui viene offerta la possibilità di trascorrere un periodo presso Rad'Art al fine di incentivarne la crescita artistica e culturale. Rad'Art offre agli artisti una vasta gamma di scambi culturali grazie alla rete di collaborazioni e partnership con realtà simili a livello nazionale ed internazionale, ad esempio La Chambre Blanche, un Centro d'Artista del Que'bec esclusivamente dedicato alle residenze d'artista, il Centro di Ricerca MLAC-Museo Laboratorio di arte Contemporanea della Sapienza di Roma nel quale si lavora da venti anni all'unità di creazione artistica e formazione critica e curatoriale, l'Associazione Wunderkammern, nello spazio recentemente aperto a Roma, o Visualcontainer, distributor di video arte e new-media art.

Rad'Art, promosso da Mental Permanent Factory, ha sede in un vasto fabbricato di recupero - 200 mq di spazi interni e 3500 mq di area esterna - situato a San Romano, in un'appartata vallata dell'Appennino romagnolo in provincia di Forlì-Cesena. Oltre alla residenza per artisti promuove tutta una serie di attività culturali e didattiche molto articolate, tra cui: la realizzazione di progetti artistici per la rete internet; il progetto per la ricerca sonora; l'organizzazione di workshop estivi d'arte, fotografia, musica, filosofia, scienza, architettura; la creazione di un centro di documentazione sulla video arte; la raccolta per la consultazione dei dossier d'artista pervenuti tramite il bando di residenza; la realizzazione di laboratori per insegnanti e bambini in età scolastica.

Infine, nell'ottica della condivisione di conoscenze e percorsi creativi volti alla realizzazione di opere collettive, Rad'Art ingloberà in maniera definitiva il laboratorio creativo permanente luogoComune, gruppo di artisti fondato da Anton Roca nel 2006.

Il progetto Rad'Art nel suo complesso rispecchia una concezione dell'arte in cui la sfera estetica ed etica coincidono, in cui la componente sociale e' importante tanto quanto quella poetica, in cui sostanzialmente c'e' profonda continuità tra arte e vita.
Il dialogo, lo scambio, la conoscenza degli altri e dunque di se stessi sono parte della pratica artistica cosi' intesa e rispecchiano il percorso compiuto in quasi venticinque anni d'attività da Anton Roca.

Nato a Reus (Catalunya) nel 1960, di formazione autodidatta, Anton Roca si e' trasferito stabilmente in Italia a metà degli anni Ottanta e nel corso della sua carriera artistica ha sviluppato con progetti anche molto concreti, quali Mental Permanent Factory e l'Associazione culturale Arte'co, una poetica fondata sull'interdisciplinarità dei mezzi espressivi e la stretta interazione tra esperienze artistica, etica, sociale e politica. Ha partecipato a numerose esposizioni sia in Italia che all'estero; opere di Anton Roca si trovano in collezioni pubbliche e private all'interno di un ampio ambito geografico: da Reus e Alcover a Budapest; da Roma a Berlino; da Cesena, dove vive, a Que'bec.

Rad'Art e' già ad un buon punto di realizzazione ma, per raggiungere il traguardo della piena operatività entro il 2010, e' necessario completare quanto prima la ristrutturazione della sede operativa curata dall'architetto Claudio Abbondanza.
La mostra e l'asta organizzate a Fabbrica rispondono a questa fondamentale esigenza e si rivolgono a coloro che intendono sostenere Rad'Art come innovativa realtà culturale in Emilia Romagna per l'arte contemporanea.
 

Per ulteriori informazioni sulla mostra e sull'asta: anton roca - art director - 0547 381820 / 339 2430130
cristina barducci - organizzazione - 335 5907104
c.barducci@rad-art.org

Ufficio Stampa: Culturalia
email:
info@culturaliart.com

le opere in asta e il catalogo sono consultabili all'indirizzo web:
http://www.rad-art.org/Opera_09/opera_index.htm
 
"Fabbrica" è in  Viale Carducci 119, Gambettola (FC)

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18/10/2009

SAGOME PARLANTI

"GUARDA IN FACCIA LA VIOLENZA"

E' questo il titolo di una significativa iniziativa organizzata dall'Arcigay e Arcilesbica nazionale, promossa dal circolo "Mediterranea" e dal collettivo "Un desiderio in comune", che si svolgerà nel corso della settimana -a partire da domani- per le vie della città di Bari e che mira a sensibilizzare la cittadinanza, affermando che la diversità non esiste e che è solo un pregiudizio da combattere.

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Sagome parlanti di uomini e donne, a grandezza naturale, da lunedì 19 ottobre, invaderanno le strade di Bari, raccontando le loro tristi storie -subite- di discriminazione sessuale. Storie più o meno velate ma comunque dagli effetti devastanti, perchè l'omofobìa anche se non ha le caratteristiche della violenza produce simili effetti.

Nella stragrande maggioranza dei casi lo sbalordimento per l'idea che possa esistere l'amore verso una persona del proprio sesso si esprime in un modo quasi strisciante ma alla fine può rischiare di sfociare nell'intolleranza verso il "diverso" e quindi nella violenza.

Sagome che raccontano il loro dolore , la loro sofferenza . Costrette ad amare nell'ombra, facendo i conti con la vergogna, la paura di essere scoperti, di perdere il posto di lavoro in alcuni casi oppure di essre cacciati da casa.

Questa campagna di sensibilizzazione giunge nella città di Bari al termine delle giornate leccesi e fa parte del vasto programma della Commissione europea "For diversity.Against discrimination". Da domani l'inizio del percorso quindi lla libreria Laterza -dalle 17 alle 20 e per tutto il martedì; nella scuola "Romanazzi" -mercoledì dalle 10 alle 12- e nella Taverna del Maltese , in serata; nella Sala Consiliare del Comune - giovedì dalle 10 alle 12 e in piazza del Ferrarese dalle 18 alle 22; all'Ateneo saranno venerdì per poi chiudere la manifestazione, sabato 24, presso la masseria Sant'Anna di Monopoli con un concerto di Ironique.

lb/2009

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16/10/2009

TERNA , premio per l'arte contemporanea : i fortunati finalisti

Più qualità e tecniche realizzative con gli 85 finalisti creativi su ambiente e futuro.

LUX , la sfortunata opera di Leonardo Basile partecipante al Terna 02 - Sarà per un'altra terna

Sono ottantacinque le opere finaliste del Premio Terna 02, tra gli oltre 3.500 partecipanti. Una moltitudine creativa che rappresenta la punta di diamante della fantasia sul tema dell’ambiente e del futuro. Al fianco dei 45 maestri della categoria Terawatt che hanno partecipato a questa seconda edizione, hanno superato la selezione 30 opere scelte tra quelle degli artisti under 35 (Gigawatt), 30 tra quelle degli over 35 (Megawatt) e 25 tra quanti hanno concorso nella nuova categoria Connectivity, dedicata agli artisti che operano stabilmente a New York City.

Le opere finaliste saranno pubblicate nel catalogo bilingue del Premio Terna 02 e saranno valutate dalla Giuria che decreterà tre vincitori per le categorie Megawatt, Gigawatt e Connectivity, oltre al vincitore unico per la categoria Terawatt. Anche il Comitato Galleristi esprimerà due preferenze tra i selezionati.

Tra le opere molte fotografie, ma anche pittura, light box, still video e nuove tecniche di realizzazione pittorica.
Dal punto di vista geografico, il Lazio con 15 finalisti su 60, pari al 23% del totale, si piazza in testa alla classifica delle regioni con maggior numero di artisti selezionati, seguita dalla Lombardia con 9 e dalla Toscana con 7. Buon risultato anche per l’Emilia Romagna e la Campania che concorrono con 4 finalisti ciascuna. Rappresentate anche Sardegna, Marche, Abruzzo, Puglia, Piemonte, Trentino e Umbria.

Tra i finalisti, sono 55 gli artisti che hanno partecipato al Premio per la prima volta, mentre 30 avevano concorso con un’opera anche all’edizione 2008.

“Gli artisti arrivati in finale sono lo specchio fedele del presente artistico, di quello che accade nella realtà quotidiana delle gallerie e dei musei. Il profilo qualitativo dei finalisti, nella media, è stato sinonimo di buone capacità nella costruzione tecnico-formale e concettuale del lavoro. Da rilevare, la grande aderenza al tema, indicativa del fatto che i partecipanti hanno capito il senso del Premio”, concordano i curatori Gianluca Marziani e Cristiana Collu.
Il 22 ottobre, la Giuria, presieduta da Flavio Cattaneo e Luigi Roth, Amministratore Delegato e Presidente di Terna, e composta dai curatori Gianluca Marziani e Cristiana Collu, da Massimiliano Fuksas, Matthew Higgs, Luigi Ontani, Giuseppe Piccioni, Marco Senaldi, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Vicente Todolì, si riunirà per decretare i vincitori.

Anche il Comitato dei Galleristi valuterà i finalisti scegliendo due opere tra i Megawatt e i Gigawatt. Il Comitato è composto da Francesco Cascino, Paolo Curti, Galleria Curti e Gambuzzi (Milano), Alberto Peola, Galleria Alberto Peola (Torino), Hélène De Franchis, Galleria Studio La Città (Verona), Laura Trisorio, Galleria Trisorio (Napoli), Marina Covi Celli, Galleria Oredaria (Roma).

Fino alle ore 18.00 del 20 ottobre, anche il pubblico potrà votare il proprio artista preferito tra gli oltre 3.500 iscritti attraverso www.premioterna.com e concorrere all’assegnazione del premio online. Con oltre 80mila voti già espressi sul web, la rete si conferma uno dei grandi protagonisti del Premio Terna 02.


I FINALISTI

Significativa la partecipazione dei Terawatt: 45 maestri dell’arte contemporanea, Claudio Abate, Roberto Baldazzini, Gianfranco Baruchello, Matteo Basilé, Gianni Berengo Gardin, Antonio Biasucci, Andrea Branzi, Brigataes, Giacomo Costa, Mario Cresci, Michele De Lucchi, Alberto Di Fabio, Chiara Dynys, Pablo Echaurren, Flavio Favelli, Marco Ferreri, Giosetta Fioroni, Franco Fontana, Stefania Galegati Shines, Daniele Galliano, Alberto Garutti, Paolo Gioli, Giulio Iacchetti, Armin Linke, Renato Mambor, Gino Marotta, Masbedo, Luciana Matalon, Davide Nido, Fabio Novembre, Adrian Paci, Luca Pancrazzi, Luca Maria Patella, Dino Pedriali, Gaetano Pesce, Pino Pinelli, Cristiano Pintaldi, Alfredo Pirri, Paola Pivi, Andrea Sala, Studio Azzurro, Adrian Tranquilli, Paolo Ulian, Cesare Viel, G. Massimo Vitali.


Categoria Megawatt, over 35: Andrea Aquilanti, Elena Arzuffi, Emanuele Becheri, Giuseppe Bernabei, Davide Bertocchi, Sergio Bonino, Antonello Bulgini, Stefano Cagol, Giusy Calia, David Casini, Stefano Cerio, Alessandro Cidda, Enrico Corte, Arnold Mario Dall’O, Giancarlo Dell'Antonia, Ciriaca+Erre, Mauro Folci, Anna Fusco, Marina Gasparini, Lucia Lamberti, Lorenza Lucchi Basili, Raffaela Mariniello, Paolo Meoni, Matteo Montani, Marco Neri, Gianni Nieddu, Simone Racheli, Edoardo Romagnoli, Andrea Silicati, Marcella Vanzo.

Categoria Gigawatt, under 35: Sara Renzetti e Antonello Serra, Simone Bergantini, Gabriele Bonato, Stefano Canto, Fabrizio Carotti, Raffaella Crispino, Gilberto De Berardis, Roberto De Paolis, Valentina Dé Mathà, Sabine Delafon, Giulio Delvè, Sandro Di Camillo, Tamara Ferioli, Oliviero Fermariello, Michele Giangrande, J&PEG (Antonio Managò e Simone Zecubi), Marco Lampis, Matteo Tommaso Petri e Luciano Paselli, Marianna Masciolini, Piero Mezzabotta, Andrea Nacciarriti, Barbara Nati, Cristiana Palandri, Massimiliano Pelletti, Manuel Perna, Gianni Politi, Matteo Sanna, Laura Santamaria, Alia Scalvini, Alessandro Scarabello.

Categoria Connectivity New York: Jonas Bal Äianas, Davide Balliano,Andrea Bianconi, Amanda Church, Jonathan Feldschuh, Pamela Giaroli, Maeen Hasan, Javier Infantes, Shuyuan Kao, Derek Larson , Lily & Honglei Li, Caitlin Masley, Dato Mio, Matteo Norzi, Patrizia Novello, Luca Pizzaroni, Naomi Reis, Giada Ripa, Francesco Simeti,Todd Stone, Josh Tonsfeldt, Shen Wei, Priska Wenger, Suhee Wooh, Ted Zourntos.


da www.premioterna.com

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28/08/2009

EN-DIX

En-dix

"caru cubana side BEVUTRO"

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Rassegna d'Arte Contemporanea

En-dix è questo il titolo della mostra d’Arte Contemporanea che s'inaugurerà domenica 30 agosto 2009 alle ore 19.00 presso la Sala delle Conferenze di Palazzo de Mari del Comune di Acquaviva delle Fonti , in provincia di Bari . L’evento è curato dal critico d’arte Antonella Colaninno, presidente dell’Associazione Culturale "Novart" con la collaborazione del Centro Studi Europeo “Spinelli”, de “Il sito dell’arte”, dell’Associazione Culturale “Leonardo Da Vinci”di Bari- Santo Spirito e della rivista  “Pensiero e Arte”.  Il catalogo, curato da Antonella Colaninno, riporta oltre ad una prefazione della stessa, note biografiche e critiche unitamente a una delle opere esposte e si avvale della sponsorizzazione della SpA “Teorema”e della “Cofidi”Puglia di Acquaviva delle Fonti. Dieci artisti uniscono l’esperienza del proprio “percorso”in un confronto che vuole porre in relazione le diversità dei linguaggi contemporanei. L’arte figurativa incontra le tendenze più raffinate dell’arte concettuale e delle nuove tecniche digitali, con le quali Leonardo Basile nella “…variazione del segno grafico costruisce il disegno in una originale rappresentazione…nell’assemblaggio digitale di tre lavori in tecnica mista.” Il progetto di riciclo nell’opera di Massimo Nardi guarda al concetto di recupero e di riuso di vecchie ante e finestre attraverso la realizzazione di dipinti in cui la natura assume un ruolo da protagonista. Il concetto di riuso vuole sottolineare l’importanza del riciclo come fattore fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente che si fonda sugli equilibri del nostro ecosistema. Nella scultura del bitontino Emanuele Rubini, autentica scoperta del critico d’arte Lello Spinelli, “naturalezza e dinamismo della forma conferiscono alle opere una sensualità naturale. La sinuosità della linea si unisce in sottili contatti e le pareti si sfiorano in un gioco di seduzione…La forma chiusa interrompe la propria continuità di superficie creando delle fratture strutturali.” “Nella visione informale del pittore Cesare Cassone l’immediatezza cromatica assume un valore espressionista e l’elemento formale viene contestualizzato in uno spazio di luce…” “La natura è fonte di energia e di equilibrio e diventa musa ispiratrice, modello di perfezione e di grazia.” Razionalità ed esplosione di energia assecondano una sensazione visiva e traducono le vibrazioni della propria emozionalità. “Nella leggerezza del colore, nel dinamismo libero della pennellata, nella fluidità del colore nello spazio il pittore acquavivese, dal canto suo, “Umberto Colapinto esprime la propria esperienza visiva.” Melodie cromatiche costruiscono un paesaggio in cui la luce è simbolo di vita e di energia. Nella pittura di Francesco Silvestri, del quale abbiamo avuto modo di apprezzare la mostra personale tenutasi a Roma, il concetto di musicalità viene enfatizzato dallo spessore delle pennellate di contorno, nelle quali “…. Sagome leggere dai profili incerti determinano “un grafismo che sembra dileguarsi nel colore.” “L’espressione di una dimensione sociale” si rileva nella pittura di Amedeo Del Giudice. “Le sue opere sono sfiorate dal “soffio dell’inquietudine”e l’immagine diventa denuncia, espressione intellettuale, analisi della società. C’è nell’artista campano una interpretazione drammatica della realtà che si esprime nell’iperrealismo del testo figurativo, dove la linea assume un contorno tremulo e l’immagine acquista un taglio prospettico di durezza espressionistica mentre il colore si fa audace sino a sfiorare la violenza.” La riflessione sul tempo e sul suo svolgersi lento nell’alternanza delle stagioni rappresenta il percorso ontologico-filosofico di Paolo Emilio Bergamaschi. “Il tempo per lui, diventa la linea immaginaria percorsa dalla fantasia nella quale le stagioni si rinnovano nei sensi, fuggendo dal reale e lasciando spazio all’inconscio sì che lo svolgersi lento e solenne del tempo assume il ritmo di una profonda meditazione sul senso del suo incedere…” “Delicate atmosfere di malinconia invece, esprimono in Giuliano Trombini la teatralità della laguna veneziana. Nella foschia della città, la finzione scenica del carnevale assume i toni dell’intrigo e del seducente gioco dello scambio di identità. Giù per le calli figure in costume colorano la Laguna danzando tra i palazzi e le piazze.” Nelle odalische dello slavo Jovan Vulic, di adozione romana, l’esplosione della sensualità si esalta nella preziosità del disegno. “Profili di giovani donne eleganti e fascinose accarezzate da morbide trasparenze di tessuti leggeri. Una pittura delicata, la sua, che idealizza il segno e affida all’estetica il messaggio del contenuto.” - Antonella Colaninno , critico d'arte in Bari


La mostra rimarrà aperta a tutto l’8 settembre p.v. ai seguenti orari: dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 21.00.

21:06 Scritto da: leonardobasile in Arte | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mostradarte, endix | OKNOtizie |  Facebook

19/08/2009

Il mio Addio a Fernanda Pivano

fernandapivano.jpgNon ho letto molto di Fernanda Pivano (a dire il vero solo i suoi "Diari 1917-1973") , che sono una raccolta di aneddoti ed episodi tratti dalla sua straordinaria vita) ma sono stato -lo sarò per sempre -  comunque legato a lei (e come me tanti altri della mia età , e anche di più) in un rapporto di stima e rispettosa riconoscenza per tutto quello che ci ha donato nella sua lunghissima vita di traduttrice.
Forse non avremmo letto - oppure l'avremmo fatto in tempi diversi con effetti diversi sulla nostra cultura - l'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, tutti gli autori della beat generation fra i quali Jack Kerouac, Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti e per finire coi giovani autori come Jay McInerney, Bret Easton Ellis, David Foster Wallace, Chuck Palahniuk e Jonathan Safran Foer. Non dimenticando Ernest Hemingway , di cui è stato amica personale e traduttrice di gran parte delle sue opere in Italia.
Fernanda Pivano è morta ieri , 18 agosto 2009 , lasciando un grande vuoto nella cultura italiana. La ricorderemo per sempre .... come ricorderemo "Il suonatore Jones" tratto da Spoon River che qui voglio riportare in sua memoria.Grazie Nanda

"La terra emana una vibrazione
là nel tuo cuore, e quello sei tu.
E se la gente scopre che sai suonare,
ebbene, suonare ti tocca per tutta la vita.
Che cosa vedi, un raccolto di trifoglio?
O un prato da attraversare per arrivare al fiume?
Il vento è nel granturco; tuti freghi le mani
per i buoi ora pronti per il mercato;
oppure senti il fruscio delle gonne.
Come le ragazze quando ballano nel Boschetto.
Per Cooney Potter una colonna di polvere
o un vortice di foglie significavano disastrosa siccità;
Per me somigliavano a Sammy Testarossa
che danzava al motivo di Toor-a-Loor.
Come potevo coltivare i miei quaranta acri
per non parlare di acquistarne altri,
con una ridda di corni, fagotti e ottavini
agitata nella mia testa da corvi e pettirossi
e il cigolìo di un mulino a vento - solo questo?
E io non iniziai mai ad arare in vita mia
senza che qualcuno si fermasse per strada
e mi portasse via per un ballo o un picnic.
Finii con quaranta acri;
finii con una viola rotta -
e una risata spezzata, e mille ricordi,
e nemmeno un rimpianto." - Edgar Lee Masters

 

22:11 Scritto da: leonardobasile in Arte e cultura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: fernandapivano | OKNOtizie |  Facebook

 
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